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Tempo di vacanze, tempo di libri

21 giugno 2021 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Libri

Il mistero del London Eye

La storia del libro Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd è ambientata ai giorni nostri, a Londra. Qui vivono Ted, un ragazzo dodicenne autistico, sua sorella Kat, il loro padre, esperto di demolizioni, e la madre, infermiera. La zia materna Gloria, un’artista divorziata che vive a Manchester, è loro ospite, sta per trasferirsi a New York col figlio Salim.

Una domenica, Salim chiede di salire sul London Eye, ruota panoramica della città. Kat è in coda per comprare i biglietti, quando un signore le regala il suo dicendo di soffrire di claustrofobia. Lei e Ted non salgono e regalano il biglietto a Salim. Ted conta i passeggeri che entrano nella capsula con lui, tiene d’occhio la capsula e a giro terminato li conta di nuovo. Il numero di passeggeri è sempre lo stesso, peccato che Salim non sia tra loro. La polizia interviene, ma non riesce a venire a capo del dilemma.

Ted, che ha un cervello schematico, lucido ed è un abile ragionatore, dopo un’attenta riflessione, capisce quello che è accaduto, sarà lui ad arrivare alla soluzione del mistero.

Il romanzo è a lieto fine.

È una storia che ti coinvolge fin da subito. La cosa che mi ha colpito di più è scoprire come funziona il cervello di Ted, che non riesce a comprendere metafore, mimica facciale e linguaggio dei segni: è affetto dalla sindrome di Asperger, una forma di autismo. Ha un cervello metodico e logico. Il finale è sorprendente, perché il romanzo finisce come meno ti aspetti.

È un bellissimo giallo in cui si intrecciano diversi temi: l’amicizia, la diversità, la multicultura. Ted, infatti, non è accettato per via della sua malattia, Salim da sempre è preso in giro per le sue origini indiane. Rivolto sicuramente ad un pubblico di ragazzi, il libro è ricco di elementi capaci di attirare anche gli adulti, visti i temi affrontati e la scrittura scattante e ironica.

Alice Secci

 

 

Mio fratello rincorre i dinosauri

Mio fratello rincorre i dinosauri di Giacomo Mazzariol, è il titolo del libro che ho letto, di genere autobiografico.

Il libro racconta di Giacomo, un bambino che aveva già due sorelle, ma che desiderava tanto un fratellino per poter giocare insieme a lui. Dopo un po’ di tempo questo fratellino arriva, ma i suoi genitori scoprono che è down.  Per spiegare a Giacomo la diversità di Giovanni, i genitori gli dicono che è un bambino “speciale”, perché ha un cromosoma in più. Giacomo non sa cosa vuol dire e quindi pensa che sia un supereroe con poteri speciali.

Crescendo però Giacomo si accorge che suo fratello non è un vero supereroe, perché si comporta in modo strano, e perciò comincia a vergognarsi di lui, non parlando della sua esistenza agli amici. Man mano che diventa grande Giacomo impara a guardare Giovanni con occhi diversi, a capirlo e ad apprezzarlo. Riesce cioè ad entrare nel suo mondo e si convince che forse suo fratello è veramente un supereroe.

Questo libro mi è piaciuto molto perché è scritto in maniera semplice e divertente. Anche la storia che racconta mi è piaciuta, perché Giovanni è un ragazzo che ti conquista per la sua allegria e per le cose strambe che dice e fa. Lo consiglierei ad un amico.

La frase che mi ha colpito di più è questa: “C’era della magia in tutto ciò che faceva, io capii che avrei passato il resto della mia vita nel tentativo di catturarla. Questa frase fa capire che anche chi è diverso dagli altri è speciale e devi essere tu da solo a capire quanto lo è per te.

L’insegnamento di questo romanzo è che anche le persone diverse sono divertenti, originali ma soprattutto uniche.

Riccardo Fardelli