Presepi a concorso: Giorgio realizza il “germoglio di pace”
27 gennaio 2025 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: Attualità e CulturaI presepi sono uno dei simboli più tradizionali del Natale, perchè rappresentano la nascita di Gesù e fanno ormai parte della tradizione di tutte le famiglie italiane cristiane.
Ma come sono nati?
Secondo la tradizione, il presepe prende origine dal desiderio di S. Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Gesù. Nel 1223 a Greccio in Umbria la messa di Natale fu arricchita da personaggi viventi. In seguito statuine di materiali vari e varie dimensioni entrarono dapprima nelle chiese e poi nelle case di tutti, come rappresentazione della Natività e dell’adorazione dei Magi.
✨Alcune curiosità✨
Il presepe animato più grande del mondo è quello dell’associazione nazionale “Città dei presepi”. Ad idearlo è stato un toscano, Fabrizio Mandorlini, di San Miniato (Pisa).
La città più famosa per questo tipo di realizzazioni è Bazzano, in provincia di Parma.
Il presepe più bello del mondo è quello delle Grotte di Frasassi, a Genga, in provincia di Ancona. In una suggestiva cornice paesaggistica 300 personaggi si muovono in una superficie di 30.000 metri quadrati.
Il più grande del mondo è a Manarola, il bellissimo borgo delle Cinque Terre, dove ogni anno a Natale va in scena uno spettacolo unico: l’accensione del presepe sulla collina.
Il presepe non è il simbolo di Natale più utilizzato, ma è il secondo, preceduto solo dall’albero di Natale.
Per i presepi esistono pure i concorsi organizzati dalle parrocchie dei comuni.
Ve ne parleremo con un aiuto speciale, infatti il nostro compagno Giorgio Ballerini, che frequenta la classe 2^ A del nostro istituto, ha accettato di raccontarci come ha fatto lui, insieme a suo padre, a partecipare alla mostra dei presepi, organizzata dalla parrocchia di Gianico, in provincia di Brescia.
Come si partecipa?
Bisogna andare sul sito della parrocchia interessata e chiamare il numero che si trova. Il secondo passaggio è costruire il presepe, che poi bisognerà portare il giorno di consegna (in questo caso l’8 dicembre), dal 24 dicembre al 6 gennaio la mostra è rimasta aperta al pubblico. Alla fine viene annunciato il vincitore.
Come si svolge la manifestazione e da quale idea sei partito?
L’entrata è libera, perciò non si deve pagare per vedere i presepi. Chi entra può anche votare un solo presepe per ogni categoria: categoria bambini, oppure famiglie o artisti. Il presepe che ho costruito insieme a mio papà quest’anno si intitola “Una luce nel bosco, un germoglio di Pace”.
Siamo partiti dal ramo di un albero tagliato apposta e poi abbiamo pensato a come utilizzarlo. Per il risultato finale ci sono serviti legno, muschio, edera, piccole foglie e funghi (fatti in das da mio papà). Una volta pronto, lo abbiamo appoggiato sul tagliere della polenta, a sua volta collocato su un tavolino che abbiamo trovato in solaio.



Dopo 19 giorni di agognata attesa, io e mio papà siamo andati all’annuncio del vincitore, purtroppo quest’anno siamo arrivati ultimi. L’anno scorso, invece, abbiamo meritato il secondo posto. Ma non ci siamo abbattuti perché, come in tutte le competizioni, c’è qualcuno che vince e qualcuno che perde. Di sicuro parteciperemo pure l’anno prossimo.
Abbiamo guardato le foto del presepio di Giorgio in redazione, prima di preparare l’articolo. A noi è sembrato bellissimo e originale, considerate anche le sue dimensioni ridotte. Ci è piaciuta la scelta dei materiali, il legno, le pigne, i rametti di piante rampicanti, che ricordano i prati verdi e i boschi delle nostre valli. Per noi Giorgio ha vinto a pieni voti, anche per l’impegno e la cura che ha messo nel realizzarlo. Inoltre ricordiamo che questa tradizione è pure un espediente per passare del tempo con amici, parenti, conoscenti, ma anche da soli, per cimentarsi in sfide artistiche, a colpi di fantasia e originalità.

Mattia Romele
con la collaborazione di Giorgio Ballerini