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Obesità in continua crescita

2 dicembre 2024 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Attualità e Cultura

Oggi vi parlerò dell’obesità, un fenomeno che colpisce molte persone in tutto il mondo, sia grandi che piccini. Questo argomento lo abbiamo trattato nelle prime lezioni di Motoria quest’anno con il nostro insegnante, Pietro Poletti. Oggi ve ne parlerò in modo approfondito.

Cos’è l’obesità?

Secondo l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) è “Una condizione clinica caratterizzata da un eccessivo peso corporeo per accumulo di tessuto adiposo in misura tale da influire sullo stato di salute”.

Infatti essa è una vera e propria malattia, che si verifica dopo un’introduzione di energie maggiori rispetto a quelle consumate.

Nella tabella di seguito sono indicati i livelli di sviluppo del peso corporeo: leggermente sottopeso, normopeso, sovrappeso, obeso.

Come si definisce il grado di obesità?

Lo strumento più semplice è il BMI (Body Mass Index) che si calcola con

“Peso (in kg) ➗ altezza (in m) alla seconda”. Per sapere a quanto equivale ecco un’immagine.

Però questo processo può risultare fallimentare, perché un soggetto potrebbe pesare 116 kg e misurare 2 metri, il che farebbe uscire un BMI pari a:                                  

116 ➗ (2,00 ✖️ 2,00) = 116 ➗ 4= 29

e il paziente risulterebbe sovrappeso. Ma se il suo peso fosse per il 50% di massa muscolosa, sarebbe ancora sovrappeso? Per questo lo strumento più utilizzato è la plicometria, grazie alla quale si usa un plicometro, che tiene in considerazione solo il tessuto adiposo.

Perché è pericolosa?

Abbiamo già detto che l’obesità è una malattia, ma non abbiamo parlato di ciò che essa può provocare: diabete, patologie respiratorie, cardiovascolari, neurologiche, psicologiche, endocrine, gastrointestinali e muscolo-scheletriche.

Da cosa è causata?

Le cause dell’obesità sono legate prevalentemente all’ampia offerta di alimenti a prezzi contenuti, che hanno un elevato apporto energetico e un basso livello nutrizionale, come i cosiddetti “big hamburger”, onnipresenti nei ristoranti, bar e punti snack. Sono da aggiungere le condizioni di lavoro mutate, infatti la crescente terziarizzazione causa pesanti giornate lavorative e alta sedentarietà. L’urbanizzazione infine obbliga a lunghi e frequenti spostamenti in auto. Le cause nei ragazzi sono il basso metabolismo, l’ereditarietà, lo sviluppo, il sovrappeso precoce, l’alimentazione sbagliata e l’attività fisica insufficiente.

Inoltre lo sviluppo dei paesi ha portato ad un uso minore del fisico e ad un aumento della sedentarietà.

Cos’è la sedentarietà?

La sedentarietà è un termine medico utilizzato per descrivere uno stile di vita senza moto e senza attività fisica. Essa si riscontra maggiormente nei paesi sviluppati e in via di sviluppo. In moltissimi casi non solo non si pratica alcun tipo di attività sportiva ma si evita anche quel poco movimento in ambito domestico per non fare fatica, ad esempio si preferisce usare l’ascensore per salire pochi piani di scale o prendere l’autobus per fare una sola fermata. In più il soggetto che non fa movimento trova pesante anche a farne solo poco e gradualmente.

Oltre alla sedentarietà influisce negativamente pure l’assumere posizioni scorrette.

Come si cura?

Il modo migliore sarebbe aumentare la consapevolezza riguardo a questa malattia per adottare comportamenti sani e migliorare la gestione della stessa. Si stima che i programmi di prevenzione siano in grado di salvare circa 50.000 vite all’anno, numeri che potrebbero addirittura salire a 75.000 annuali, articolando campagne più mirate fin dalla tenera età.

Un altro modo, chiaramente invasivo, è l’intervento chirurgico.

Cosa consigliare e cosa evitare?

Bisognerebbe evitare attività fisica ad alto impatto come la corsa, che potrebbe influire negativamente sulle articolazioni. Invece si consiglia l’attività fisica a basso impatto o gli sport aerobici, come la camminata, il nuoto o il ciclismo, abbinati ad esercizi di stretching e tonificazione.

Per concludere…

L’obesità nei bambini è sempre più diffusa e rischia di diffondersi sempre più. Gli obesi sono circa 40 volte di più dei sottopeso nel mondo. L’obesità è la seconda causa di tumore, dopo il fumo (senza contare la predisposizione genetica); può causare ansia, depressione e isolamento sociale, causato dalla possibile discriminazione dei soggetti che soffrono di questa malattia.

Mattia Romele