“Non saranno i soldi a salvarti ma il sapere”
23 giugno 2023 - Tempo di lettura: 4 minuti
Categoria: LibriAndrea Franzoso a Lovere con “Ero un bullo”
In famiglia il clima è teso: i litigi sono continui fra i genitori di Daniel, Lorenzo e Rita, spesso anche mettendosi le mani addosso.
Daniel cresce a Quarto Oggiaro, uno dei quartieri più malfamati di Milano. Ama il calcio tanto che in campo è il più forte ma quando, durante una partita, manca il goal decisivo le alte aspettative su di lui svaniscono e il suo sogno di diventare un calciatore famoso è ormai infranto.
Alle medie è un bullo temuto da tutti, sempre molto aggressivo, violento, rabbioso, fino a quando un pensiero invade la sua mente: l’unico modo per guadagnarsi il rispetto è trasmettere paura senza temere niente e nessuno. Comincia a fare numerose rapine in banca, fino al punto di finire nel carcere minorile Beccaria.
È considerato un ragazzo irrecuperabile ma l’incontro con Don Claudio, il cappellano del carcere, fa cambiare idea a tutti. Viene affidato ad una comunità dove piano piano inizia a mettersi in discussione e a vedere il mondo da un’altra prospettiva. Don Claudio offre a Daniel l’opportunità di trasferirsi a Kayros, una comunità per l’aiuto di minori in difficoltà. Dopo qualche anno, Daniel lascia definitivamente Kayros ma si rimette nei guai in poco tempo. Accompagnato a San Vittore, incontra una volontaria di nome Fiorella che lo aiuta a maturare. Proprio grazie a Fiorella, il ragazzo si dedica alla lettura di libri e allo studio. Il riscatto di Daniel avviene dopo la scarcerazione da San Vittore: affronta l’esame di maturità e si diploma con un punteggio alto. In seguito si iscrive all’università, laureandosi in Scienze dell’educazione. Oggi Daniel è un educatore.
Questa in sintesi è la storia vera di Daniel Zaccaro, raccontata da Andrea Franzoso nel libro “Ero un bullo”, pubblicato da De Agostini. Abbiamo incontrato l’autore qualche settimana fa a Villa Milesi, in un evento organizzato dalla Libreria Mondadori di Lovere.
È stato molto interessante sentire dalla sua voce come è nato il romanzo, quali sono state le difficoltà incontrate nel ricostruire la storia di un giovane cresciuto in periferia e “allo sbando”. È stato emozionante potergli fare delle domande, perché le nostre curiosità erano tante. Andrea Franzoso è rimasto con noi per circa un’oretta, più che una vera e propria conferenza è stato uno scambio di idee, in cui ci siamo sentiti a nostro agio, liberi di esprimere le nostre riflessioni senza problemi.
“Ero un bullo” è un bel libro che insegna tanto. L’insegnamento sta sì nella storia di Daniel in sé ma, secondo noi, si ritrova nella frase scritta sul retro copertina: “Ricordati SEMPRE che nella vita non esiste un copione già scritto, fino all’ultimo puoi DECIDERE di CAMBIARE il finale”.
Quindi l’insegnamento è che nella vita si può sbagliare e commettere degli errori, anche gravi, ma l’importante è capire cosa abbiamo sbagliato, cercare di rimediare e ricominciare da capo, seguendo la strada giusta, come ha fatto Daniel.
Lui ha deciso che, ad un certo punto della sua esistenza, doveva cambiare e prendere un’altra strada ricominciando da zero, anche se il passato aveva lasciato dei segni e delle ferite.
Durante questo percorso si possono incontrare degli ostacoli che fanno perdere l’equilibrio o fanno cadere, ma non bisogna abbattersi: bisogna rialzarsi e tornare in campo più forti di prima.
Daniel ha capito che non poteva continuare a fare rapine, perché proseguendo così il finale sarebbe stato drammatico, per se stesso, per la sua famiglia, per i suoi amici. È stata una scelta difficile, ma il Daniel che incontriamo alla fine del romanzo è una persona migliore, stimata da tutti, generosa e disponibile.
Abbiamo adorato questo libro e lo riteniamo adatto a tutti, ai ragazzi della nostra età ma anche ai più grandi.
Anna Bet e Sofia Magri


