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Ma siamo tutti così scanzonati da guardare Sanremo?

14 aprile 2026 - Tempo di lettura: 5 minuti

Categoria: Musica

Il Festival di Sanremo è una gara di canzoni che si svolge ogni anno al Teatro Ariston della famosa cittadina della riviera ligure di Ponente.

È uno degli eventi più importanti della musica italiana e viene seguito da milioni di persone in televisione.

Il Festival è nato nel 1951 ed è diventato una vera e propria tradizione per gli italiani. Non è solo una semplice gara tra cantanti, ma è anche uno spettacolo con ospiti famosi, momenti divertenti e a volte anche discussioni su temi sociali e politici (polemiche comprese). Durante quella settimana, molte persone si scatenano con commenti e opinioni sulle canzoni, sui vestiti dei cantanti e sulle esibizioni. Anche chi dice di non guardarlo, spesso poi finisce per commentarlo.

C’è gente a cui piace e c’è gente a cui non piace.

Chi ama il festival ascolta le canzoni con piacere e partecipa al Fanta Sanremo, modo di votare il vestito, la canzone, come ha cantato il cantante e come si è comportato sul palco.

La prima serata quest’anno è stata aperta dal cantante vincitore dello scorso festival, il giovanissimo Olly, che ha riproposto “Balorda nostalgia”, hit melodica e molto orecchiabile. Poi hanno continuato con i cantanti in gara, che si sono esibiti uno a uno con le proprie canzoni.

Quest’anno a trionfare è stato il partenopeo Sal da Vinci con “Per sempre sì”, al secondo posto è arrivato Sayf con “Tu mi piaci tanto” e al terzo Ditonellapiaga con “Che fastidio!”

Il vincitore della 76^ edizione

La seconda serata si è aperta con Nicolò Filippucci e Blind con “Laguna”, secondi cantanti in gara El Ma e Soniko con “Nei miei DM”.

La terza serata ha registrato il ritorno di Patty Pravo con la sua canzone “Opera”, il secondo cantante in gara è stato LDA con Aka 7even con la canzone “Poesie clandestine” e il terzo cantante è stato Raf con “Ora e per sempre”.

La più attesa è stata la quarta serata, quella delle cover, che si è conclusa con una classifica non apprezzata da molti.   

Ditonellapiaga e TonyPitony hanno proposto “The lady is a tramp” , grande classico di Frank Sinatra, che secondo noi non si meritava il primo posto, mentre avremmo visto bene sul podio Bambole di pezza con Cristina D’Avena, che hanno proposto “Occhi di gatto”, in un arrangiamento abbastanza grintoso e rock.

Tutto sommato, quella di quest’anno si è dimostrata un’edizione gradevole, il cui vero protagonista è stato il presentatore e direttore artistico, Carlo Conti, sempre professionale e all’altezza del compito assegnatogli.

Ma non tutti sono fan di Sanremo, soprattutto di quello delle ultime edizioni. C’è chi ricorda con nostalgia e un pizzico di rimpianto le edizioni passate. Torniamo, ad esempio, alla prima edizione del 1951, quando a trionfare fu Nilla Pizzi con “Grazie dei Fiori”, un brano che racconta la fine di un amore, scritto da Mario Panzeri, Gian Carlo Testoni e musicato da Saverio Seracini.

Spartito originale (Fiere di Parma)

Negli anni passati abbiamo ascoltato canzoni fantastiche, indimenticabili, come Perdere l’amore di Massimo Ranieri, Come saprei di Giorgia, Si può dare di più di Gianni Morandi, Umberto Tozzi ed Enrico Ruggieri, Vita spericolata di Vasco Rossi e tante altre.

Il trio Morandi – Tozzi – Ruggeri
Giorgia Todrani sul palco dell’Ariston

Chi rimpiange le edizioni del passato, non gradisce le hit degli ultimi anni, probabilmente perchà non apprezza gli stili neomelodici e i generi rap e trap, che non fanno parte della tradizione musicale italiana.

In più a Sanremo c’è sempre la questione del presentatore: per alcuni Carlo Conti non è stato all’altezza dei predecessori, per altri neanche Stefano De Martino lo sarà. Poi si è criticata la co-conduzione, ospiti che spaziano dal teatro alla musica stessa hanno affiancato Conti, ma alcuni sono stati coinvolti in una bufera politica. Andrea Pucci è stato criticato, dopo l’annuncio del conduttore, perché considerato “fascista”.

Oltretutto le critiche di quest’anno sono state molto pesanti: Gianna Fratta, Cristian Gallella e Barbara Poggio contro la canzone di Sal da Vinci; Fiorello contro il prossimo conduttore; il pubblico contro il televoto.

In questo contesto è intervenuto lo scorso anno il cantante Morgan, che ha affermato: “Sanremo mi fa davvero schifo. Insopportabili i cantanti, zero originalità, zero ironia, zero autenticità. Le canzoni una più orrenda dell’altra, musicalmente vuote e inesistenti. I testi roba che dire involuta, inutile e allucinante è poco: i pensierini delle elementari sono molto più brillanti e mia figlia di quattro anni che strimpella al toy piano a confronto di Sanremo è Stockhausen”.

Le canzoni spesso non vengono scritte dai cantanti e l’autotune viene utilizzato dalla maggior parte di loro, perciò la gara diventa unicamente tra gli scrittori dei testi e i compositori delle musiche.

Su questo argomento è intervenuto più volte Elio, pseudonimo di Stefano Belisari e frontman della band “Elio e Le Storie Tese”, che ha definito l’autotune come “Il Doping di Johnson”, riferendosi alle Olimpiadi di Seul ‘88 quando Ben Johnson è stato trovato positivo ai test anti-doping.

Oltre alla musica, Sanremo è un festival pieno di spettacolo, momenti commoventi e  storici che, quest’anno, sono stati al centro di numerose critiche.

Per esempio, quest’anno il duetto di Alicia Keys ed Eros Ramazzotti è stato segnato da problemi tecnici che hanno portato a una “figuraccia internazionale”, oltre al fatto che la qualità degli ospiti internazionali sta calando di anno in anno, passando da i Queen nel 1984 (che si ribellarono al playback), David Bowie nel 1997 e Madonna nel 1998, ai Placebo ed Eminem nel 2001, fino a Ricky Martin nel 2017.

Madonna a Sanremo nel 1998

Riusciremo un giorno a risolvere il dilemma?

Forse no, perchè nonostante le polemiche, il festival rimane sempre un fenomeno di costume italiano, uno spettacolo di intrattenimento conosciuto in tutto il mondo, che ci caratterizza come nazione legata alla musica. Un palco scintillante per le luci ma che nasconde anche delle ombre.

Gloria Monchieri e Mattia Romele