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La bottiglia e il bambino

1 aprile 2026 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Parole per...

In un supermercato viveva una bottiglia, che era diversa dalle altre, lei era l’unica che voleva essere comprata.

Anche vedendo le sue amiche che soffrivano a essere bevute lei non cambiava idea, voleva viaggiare.

Un giorno, finalmente, venne acquistata e iniziò a vedere tutte le bellezze del mondo: vide il sole, il mare, le nuvole, ma tutto questo durò molto poco, perché ogni volta che veniva bevuta qualcosa di bello nel mondo spariva ai suoi occhi. Invece di disperarsi trovò una soluzione.

Ogni notte, con le forze che le rimanevano, andava al rubinetto e si riempiva fino all’orlo.

Purtroppo questo progetto venne scoperto, l’uomo che l’aveva comprata ogni notte bloccava i rubinetti, perché si era reso conto che i conti della bolletta non tornavano.

Ma la bottiglia era molto intelligente e ogni notte andava fino al pozzo, si calava giù e si riempiva.

Una sera la bottiglia era troppo stanca e decise di non andare a riempirsi.

Il giorno dopo l’uomo era molto assetato, così prese la bottiglia e la bevve quasi tutta; con le gocce che le rimanevano la bottiglia si dichiarò spacciata, ma come tutti i grandi esploratori  non mollò e con fatica arrivò al pozzo e sì riempì.

Dato che non voleva correre ulteriori rischi, scappò per non fare ritorno.

Però il bosco era molto pericoloso e pieno di predatori che l’avrebbero morsa, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro, se ce l’avesse fatta sarebbe andata per mari o addirittura oceani; così partì per il suo lungo e pericoloso viaggio.

Attraversò paludi con feroci alligatori, montagne con aquile e anche villaggi con uomini assetati.

Così dopo mesi di viaggio, con poche interruzioni, arrivò al mare; era stupendo ma proprio sul più bello venne raccolta e portata in discarica.

Qui tutto era buio, spaventoso e molto caldo, c’erano uomini sporchi e sudati che schiacciavano spazzatura e la buttavano in grandi fornaci, la bottiglia presa dal panico cadde dal tapis roulant trasporta rifiuti e finì su un camion.

Viaggiò su di esso per molto, non sapeva dove era diretta e nemmeno se era morta, così decise di buttarsi dal camion e svenne.

Appena sveglia, era quasi vuota e si accorse che era bucata. Nel panico più totale, si rese presto conto che stava per morire, ma per sua fortuna trovò un laghetto dove si riempì.

Rimase nel laghetto per molte ore, ma dopo un po’ vide sulla spiaggia una benda di plastica, era salva o almeno lo credeva, se la mise addosso e continuò a camminare.

Dopo due giorni si era svuotata di metà, stava male e non vedeva quasi niente. Il terzo giorno arrivò in un centro ristoro abbandonato nel bosco e con una fontanella si riempì.

La benda non avrebbe resistito ancora per molto, stava giusto per togliersela ma all’improvviso sentì dei lamenti in lontananza, dopo dieci metri vide un bambino, avrebbe voluto chiedergli aiuto ma lo vide molto infreddolito e assetato.

Così si rese conto che doveva fare il suo dovere, non era un esploratore, era una bottiglia e doveva essere bevuta.

La bottiglia uscì allo scoperto, il bambino la vide e la bevve tutta, così da avere le forze per tornare dalla sua mamma.

Molti anni dopo il ragazzo si era fatto uomo, era sposato, aveva famiglia, era felice. Un giorno dovette andare a fare la spesa e, quando capitò nel reparto delle bottigliette d’acqua, vide una bottiglia diversa dalle altre, la guardò meglio e gli sembrò di notare un sorriso stampato sull’etichetta.

Nicola Dogali