Logo

Cerca articoli

Inizia a digitare per trovare articoli

Il lato più bello

21 maggio 2025 - Tempo di lettura: 4 minuti

Categoria: Libri

Viola, protagonista del romanzo “Il lato più bello” di Alberto Pellai e Barbara Tamborini, è una ragazza di 12 anni che, durante il periodo adolescenziale, si trova a dover affrontare numerosi cambiamenti. 

Non si sente a suo agio con il suo corpo e per questo viene chiamata “Piggy” dalle sue compagne di classe, un soprannome che le aumenta le insicurezze. A casa, invece, sua madre la vede ancora come una bambina e la tratta con molta tenerezza, ma non si rende conto di quanto Viola stia crescendo. Questo la fa sentire intrappolata in un’immagine che non corrisponde più alla ragazza che ormai sta diventando.

Nel corso della storia, grazie al supporto della sua amica Lara e del compagno di classe Leo, Viola inizia a superare le sue paure e a prendere consapevolezza delle sue qualità. Leo, con la sua sensibilità e il suo modo di osservare il mondo, diventa una figura importante nella sua vita, facendole capire che non bisogna temere di essere se stessi.

Una delle sue grandi passioni è la regia e il video-making, che le permettono di esprimere se stessa e affrontare le sue insicurezze.

Decisa a realizzare un cortometraggio, si iscrive a un corso e partecipa a un concorso. Il progetto diventa un’opportunità per crescere, imparare e guardarsi dentro. 

Durante il lavoro sul video, Viola scopre che la bellezza non si misura solo con l’aspetto fisico, ma con la capacità di accettarsi: capisce che non serve essere perfetti fuori, perché la vera bellezza sta in ciò che ci rende unici dentro.

I temi principali del libro sono l’insicurezza, l’accettazione di sé, l’amicizia vera, la crescita personale e anche il coraggio di mostrarsi per ciò che si è davvero. 

Ma mentre leggevo, ne ho sentiti anche altri, i quali però è come se fossero più nascosti, come la solitudine, il giudizio degli altri, il bisogno di sentirsi visti, e anche la paura di non essere abbastanza. 

Sono emozioni che tante volte sentiamo, anche se non lo diciamo. A volte, leggendo, pensavo a quanto sia facile sentirsi fuori posto. Ti guardi allo specchio e ti chiedi se vai bene, se gli altri ti vedono davvero. 

Ti chiedi se il tuo volto racconta qualcosa, se c’è qualcuno che ti guarda e riesce a capirti, cerchi di capire se vai bene così come sei, stando lì ferma ad osservare attentamente il tuo riflesso.

Magari non lo dici a nessuno, ma ti porti dietro quel dubbio in ogni momento, in ogni istante della tua vita. Ti porti dietro quel dubbio ogni giorno che passa, quel dubbio sottile ma pesante che ti fa pensare di non essere abbastanza. Non abbastanza bella, non abbastanza interessante, non abbastanza forte. Come se dovessi sempre dimostrare qualcosa, anche solo per essere vista davvero.

Il libro mi ha fatto capire che non sono sola a pormi queste domande, ad avere questi dubbi, e che forse ognuno ha qualcosa dentro che non mostra agli altri.

Una cosa che mi ha colpita molto è proprio il modo in cui Viola, piano piano, riesce a cambiare. 

All’inizio ha mille paure e dubbi su di sé, ma poi scopre che quello che ha dentro, ovvero la sua passione, le sue idee, il modo in cui guarda il mondo, vale molto più dell’apparenza. Questo mi ha fatto riflettere: quante volte anche io mi sono chiesta se ero all’altezza? Se ero “giusta” così com’ero? Perché le altre sono così belle, sicure, perfette… e io invece mi sento invisibile?

Il percorso di Viola mi ha fatto pensare anche all’importanza di avere persone accanto che ci sostengono.  L’amicizia con Lara, ad esempio, dimostra quanto sia fondamentale avere qualcuno che crede in noi, anche quando noi stessi facciamo fatica a farlo.

Attraverso la storia ho capito, quindi, che non bisogna essere perfetti per essere speciali. Che si può sbagliare, si può avere paura, ma si può anche cambiare, poco a poco, senza diventare qualcun altro, ma diventando sé stessi, solo più forti. 

Il coraggio non è non avere paura, ma affrontarla.

Mi ha fatto bene leggere questo libro, perché mi sono sentita confortata, perchè per una volta mi sono riconosciuta in una storia diversa da tutte le altre. Mi sono rivista in alcune insicurezze di Viola, nei suoi silenzi, ma anche nella forza che trova alla fine.  Mi ha fatto sentire capita, come se qualcuno avesse scritto quello che io penso e che però non riesco mai a dire, come se quel qualcuno avesse in poche parole dato voce a quello che sento e che da tempo crea caos nella mia mente.

Infine ho capito una cosa molto importante: non devo aspettare che siano gli altri a dirmi quanto valgo. Lo devo capire io. Magari ci metterò del tempo, ma va bene così.

Anna Bet

Gli autori del libro “Il lato più bello”