Il barone rampante: storia di un nobile ribelle
27 novembre 2019 - Tempo di lettura: 3 minuti
Categoria: Libridi Cesare Agostini
Avventura, descrizione, fantasia, storia … tutto in un unico, stupendo romanzo: Il Barone Rampante, libro del genere “avventura”, scritto da Italo Calvino.
A mio parere è bellissimo, forse il mio preferito, perché leggendolo, il lettore si immedesima nel carattere ribelle del Barone, Cosimo Piovasco di Rondò, un ragazzino che a 12 anni decise di salire sugli alberi e di non scendere più.
Il libro è strutturato come un racconto, fatto dal fratello di Cosimo, che a volte appoggerà le sue decisioni e altre volte lo disprezzerà, soprattutto nella parte finale del libro.
Tutto comincia per un semplice piatto di lumache preparato dalla sorella Battista. Per protesta, Cosimo non le vuole mangiare, così scappa sugli alberi, la sua futura casa per il resto della sua vita.
Le vicende del Barone si svolgono dal 1767 fino ad un tempo impreciso, forse 60 anni dopo.
Il tutto è ambientato in un luogo immaginario, ma si pensa, secondo la descrizione e i riferimenti ai luoghi dell’infanzia dell’autore, che sia la Liguria.
La vita per niente monotona di Cosimo lo porterà a capire le varie prospettive umane, per esempio quella di boscaioli bergamaschi, bande di bambini ribelli, briganti lettori. Tutte vite diverse dalla sua precedente situazione.
Incontrerà, nel giardino dei suoi vicini, Viola, una bambina acida, ma che in futuro imparerà ad amare il Barone.
Il libro è scritto in modo coinvolgente, il lettore non si annoia mai a leggerlo, quando si è finito un capitolo si ha sempre voglia di iniziarne un altro.
Lo sfondo naturale del romanzo fa pensare, pagina dopo pagina, a una brezzolina continua, ad un fruscio di foglie, a versi leggeri di animali selvatici.
Lo consiglio fortemente a tutti, sia ai ragazzi che agli adulti.

Qualche cenno sull’autore
Italo Calvino nasce nel 1923 a Cuba, dove i genitori risiedevano e svolgevano la professione di agrotecnici.
Quando ha solo tre anni la famiglia torna in Italia, a Sanremo, dove il futuro scrittore frequenta la scuola.
Nel 1944 partecipa alla guerra partigiana, esperienza che lascerà traccia nelle sue prime opere.
Nel dopoguerra, Italo Calvino inizia a militare nel Partito Comunista Italiano e si iscrive alla Facoltà di Lettere a Torino, città in cui si trasferisce.
Intanto pubblica qualche racconto in rivista e collabora con la casa editrice Einaudi, dove entra in contatto con i maggiori scrittori dell’epoca e con la quale pubblica nel 1947 il suo primo romanzo: Il sentiero dei nidi di ragno.
Nel 1952 esce Il visconte dimezzato, che insieme ai successivi Il Barone rampante e Il Cavaliere inesistente forma la trilogia dei Nostri antenati.
Nel 1962 conosce la traduttrice argentina Esther Singer, che due anni più tardi diventerà sua moglie.
Nel 1965 Calvino pubblica Le Cosmicomiche e qualche anno più tardi Ti con zero.
Tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio degli anni Ottanta, Italo Calvino pubblica le sue opere più importanti: Il castello dei destini incrociati, Se una notte d’inverno un viaggiatore e Palomar.
Italo Calvino muore improvvisamente nel 1985, mentre stava lavorando alle Lezioni Americane, un ciclo di conferenze che avrebbe dovuto tenere quell’anno ad Harvard, ma che usciranno solo postume.
