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I nuovi Rolling Stones? Palaye Royale: una band destinata al successo

4 novembre 2020 - Tempo di lettura: 3 minuti

Categoria: Musica

Almeno una volta nella vita, tutti abbiamo sentito parlare dei grandi nomi del rock: dei Queen, dei Beatles, dei Rolling Stones, dei Guns n’ Roses, degli AC/DC, dei Pink Floyd; oppure più di recente dei My Chemical Romance, degli Imagine Dragons o dei Linkin Park.

Bisogna però sapere che il mondo delle band è sconfinato e che molte, nonostante il notevole talento, rimangono nell’ ombra o emergono piano piano.

Questo è il caso dei Palaye Royale, una giovane band canadese, composta da tre fratelli e formatasi a Las Vegas dodici anni fa.

I componenti sono Remington Leith, Emerson Barret e Sebastian Danzing Kropp; inoltre per un periodo sono stati accompagnati dal bassista Daniel Curcio.

Tutto è nato come un gioco, il minore tra loro, all’epoca, era soltanto dodicenne; passavano del tempo insieme coltivando la loro più grande passione, la musica.

Fino dalla tenera età, infatti, Sebastian si è dedicato alla chitarra, Emerson alla batteria e Remington alla voce.

La sua meravigliosa voce è, infatti, ciò che ha accresciuto maggiormente la fama del gruppo, ha da sempre un timbro scuro, a tratti quasi gracchiante, paragonabile al ruggito di un leone, ma allo stesso tempo piacevolissima da ascoltare.

Prima del 2011 si sono chiamati Kropp Circle, nome poi modificato in Palaye Royale, derivante da Palais Royale, la sala da ballo a Toronto dove avvenne il primo incontro dei loro nonni.

Nel 2009 ha luogo una delle loro prime apparizioni in tv, a radio Disney, un programma seguito da molti ragazzini, nonostante ciò non verranno comunque notati abbastanza, cadendo nuovamente nell’oblio.

Avranno un ritorno due anni dopo, raggiungendo finalmente uno stile, sia musicale che estetico, li rappresentasse appieno, li identificasse.

Tre giovani, glam rock, pieni di energia e di talento, pronti per il palcoscenico e per portare la loro musica nel mondo.

Anche se poco conosciuti, sono riusciti a farsi strada nel mondo del rock, riuscendo a raggiungere il 27esimo posto nella Billboard Modern Rock Chart, un ottimo traguardo per il loro singolo Get Higher.

Quest’anno hanno anche iniziato un tour in tutto il mondo, purtroppo fermato dall’ emergenza pandemica; in caso le cose vadano per il meglio si esibiranno a Milano, a giugno.

I loro brani riescono a comunicare emozioni contrastanti, a far scoppiare un vero e proprio torrente di sensazioni a chi li ascolta. Spesso trattano di temi forti come l’abuso minorile, la depressione, la morte, l’adolescenza, la società di oggi, eppure riescono a farlo con semplicità, ma lasciando un messaggio profondo.

Sono la dimostrazione che le canzoni non devono solo parlare di “droga e sesso”; con “Lonely”, uscito quest’ estate, viene raccontata l’infanzia tormentata del cantante, la sofferenza provata sulla sua pelle di bimbo innocente, una durissima prova che dimostra però che dalla sofferenza si può uscire. E lui ce l’ha fatta.

Straordinario messaggio questo di speranza per tutti; anche gli spettri più tremendi possono essere abbattuti, si può tornare a sorridere.

Penso che sia questa la musica che conquista e che merita la fama mondiale, quella che ti trasporta, che riesce a toccare le tue corde più remote, che entra dentro di te e rimane lì, che ti dà speranza quando vedi solo il buio.

Sara Calzolari