E se i gatti potessero parlare?😻
28 febbraio 2025 - Tempo di lettura: 7 minuti
Categoria: CuriositàSe vi siete mai chiesti cosa dicono e pensano gattini e gattine, siete nel posto giusto, visto che oggi intervisteremo alcuni di essi, sia randagi che di casa.
🐾Mordicchio🐾
Bene, signor gatto, vorremmo cortesemente sapere il tuo nome.
Mi chiamo Mordicchio, nome comune tra gatti.
Si presume quindi che tu sia uno di casa.
Sì, ma io esco così spesso che i miei padroni si dimenticano di avere un altro micio, a tal punto che quando torno a volte mi chiamano Luna, come l’altra gatta della casa.
Quindi non sei solo. Noi vorremmo sapere cosa pensi dei gatti randagi.
Se già è difficile socializzare con gli altri gatti di casa, con i randagi è quasi impossibile, penso che l’unico modo per farseli “amici” sia corromperli con del buon cibo.
Come mai è difficile?
I gatti randagi in sé e per sé non hanno colpe, solitamente hanno un brutto passato, sai? Sono stati abbandonati e per questo non si fidano più di nessuno. Sapete, c’è un gatto randagio nel parco vicino a casa mia che è molto aggressivo, è meglio non farlo irritare, visto che il felino dei vicini ha una bella cicatrice.
Hai ragione, non hanno colpe, ma sono i padroni ad averle. Perché voi gatti a volte vi mettete fermi immobili davanti al divano a fissarli?
Non ho mai fatto una cosa del genere, non so di cosa parli…
Invece i laser?
Dici i laser? Quei pallini rossi sono iper irritanti, non riesco mai a prenderli.
Qual è il tuo passatempo preferito?
Mi piace cacciare i topi nel nostro giardino o cercare di prendere per l’appunto quel pallino rosso.
E invece il colore preferito?
Amo il rosso scuro.
Ti piace qualcuno? Ci intendiamo vero?
Beh, in realtà no.
Ma almeno per gli altri gatti provi simpatia?
Certo! Che domanda stupida!
Chi di preciso?
La mia sorellina, si chiama Luna.
Davvero hai una sorella? Perché non l’hai invitata a venire qua?
Oggi doveva andare in un posto terrificante, dove le urla di sofferenza degli altri gatti sono la normalità e altre cose orribili accadono in quel posto.
Che posto è?
Il veterinario, doveva fare un controllo dei denti.
Bene, l’intervista è finita. Vogliamo prima una foto con te.
Certo fratello, va bene, ma fa niente se è con mia sorella?
No assolutamente.


🐾Molly🐾
Ciao, sono Molly.
Ah! sei in anticipo.
Oh scusa, se vuoi vado via e torno dopo.
No, tranquilla, iniziamo anche adesso. Parla pure…
Mi vorrei presentare. Sono una gatta selvatica, mi piace rotolarmi nel parco qua vicino, il mio colore preferito è il viola e sono figlia unica.
Chi ti ha abbandonato?
Nessuno mi ha abbandonato, dovresti sapere che c’è una differenza tra gatti randagi e selvatici.
E quale sarebbe?
I gatti randagi sono stati abbandonati, quelli selvatici sono nati per strada o nella Natura.
Di cosa ci vorresti parlare oggi?
Della mia passione per la caccia. Fin da quando ero una cucciola mi dovevo arrangiare nel trovarmi il cibo, allora imparai a cacciare e scoprii che la carne dei corvi è molto buona.
Scusa, ma come si caccia un corvo?
Ero molto affamata, visto che la sera prima non ero riuscita a trovare niente da mettere sotto i denti. Per questo motivo, appena un corvo si appoggiò sul ramo sopra a quello dove stavo riposando, tirai fuori le unghie e lo graffiai, facendolo cadere. Presa dalla fame lo uccisi e me lo mangiai, poi scoprii che la carne dei corvi è molto saporita.
Hai dei fratelli o sorelle?
Sono figlia unica in realtà.
E… sei mai rimasta incinta?
Ho avuto due cucciolate, anche se poi quasi tutti quelli della prima sono morti, invece nella seconda sono tutti andati via.
Con chi hai avuto questi cuccioli?
Era un gatto di casa, si chiama Polpetta, adesso è solo un mio amico, visto che mi ha lasciata.
Mi dispiace, ma qual è il tuo cibo preferito?
Il persico che nuota nell’acqua, le lepri che corrono nei prati. Adoro anche i volatili, ad esempio i corvi. Oh! Scusate, devo andare altrimenti farò tardi per la mia passeggiata serale. Prendete la foto, arrivederci!
Arrivederci Molly!

🐾Intervista speciale a Micia🐾
Signora Micia, vorremmo sapere qual è il suo colore preferito.
Mi piace il viola e il nero, come il colore del mio pelo.
E il suo hobby?
Dormire e mangiare.
Solo questo?
Esatto, ma se avessi ancora l’agilità di una volta e vivessimo in un posto dove non passano le macchine, penso che farei molto più spesso delle passeggiate.
Micia quanti anni hai?
Ormai sono una vecchietta, ho 14 anni. Per noi gatti si conta in un altro modo rispetto agli umani, è come se avessi 72 anni.
E come?
Il primo anno corrisponde a 15, il secondo a 24 e poi devi aggiungere 4 ad ogni anno, così potrai sapere l’età di un micio.
Di cosa vorresti parlarci oggi Micia?
Di come sono diventata parte della famiglia della mia padrona.
Ero una gatta di un anno e incinta, che aveva mooolta fame, volevo mangiare qualcosa. Sono entrata nel giardino della mia padroncina (che a quel tempo non era ancora nata) e cercai di rubare delle uova. Per un po’ mi andò bene, fino a quando suo zio mi scoprì e cercò di uccidermi.
La nonna della mia padrona decise di prendersi cura di me, metteva le crocchette e pezzi di avanzi in una ciotola e un po’ di acqua; io pian piano riuscivo ad avvicinarmi e lei, per chiamarmi diceva “micia, micia”. Per questo motivo mi chiamo così.
Passò del tempo, lei purtroppo non aveva più tempo per prendersi cura di me, quindi la mamma di Greta (nome della mia padrona) decise di adottarmi. Ciò fece diventare geloso un altro dei tanti gatti che abitavano lì. Il gatto decise di andare via dalla casa e non tornare più per “colpa mia”. Ho avuto un sacco di cucciolate: prima di essere adottata circa 3 o 4, dopo essere arrivata nella nuova casa ancora 5 o 6 e tuttora tengo con me uno dei miei cuccioli, che si chiama Azzurra.
È una storia davvero lunga e avventurosa. Ci racconti qualcosa dei tuoi figli o degli altri gatti della casa?
Uno dei miei gattini si era messo a giocare sul divano, a un certo punto la zampina rimase impigliata in un filo, che era sottilissimo, quasi impossibile da vedere. Solo quando iniziò ad andargli in cancrena la zampa se ne accorsero e decisero di portarlo dal veterinario. Un altro aneddoto è più triste. Un altro gatto decise di entrare nel giardino di un vicino, che sapeva che i miei padroni avevano i gatti. Costui mise una trappola, per disfarsi di mici e volpi. Il gatto ci cadde dentro e per colpa di essa perse un pezzo della coda.
Chi è il padre di tutte le cucciolate?
Delle prime non mi ricordo, ma delle ultime era un gatto di nome Pepe. Non lo vedo più, da quando mi sono trasferita.
Il suo cibo preferito?
Non lo so, mi piace il cibo in generale, ma se dovessi scegliere penso che sarebbero… le sottilette, la carne di manzo e il salmone fresco.
Un po’ di tutto allora.
Esatto.
Adesso ci sono ancora altri gatti nella tua nuova casa? Da quanto tempo ci abiti?
Ci sono tre gatte: Azzurra, mia figlia, Clarissa e Milou. Abito lì da 3 o 4 anni.
L’intervista è finita, se vuole andare via può farlo, ma prima ci deve dare una sua foto.
Ok! Questa sono io e la storia che ho raccontato è una storia vera!

Greta Delasa