Attività storiche a Lovere: il panificio Bellini
22 maggio 2025 - Tempo di lettura: 8 minuti
Categoria: Attualità e CulturaIn un pomeriggio assolato siamo usciti da scuola e ci siamo recati nel centro storico di Lovere, che è uno dei borghi più belli d’Italia, sul lago d’Iseo.
Ci siamo divertiti a passeggiare per le stradine, soffermandoci nella piazza Vittorio Emanuele, in cui si trova la splendida torre civica risalente al XII secolo, davvero stupenda e ben conservata. Lì vicino si trova “La casa del pane”, attività storica conosciutissima.
La proprietaria Maria Cristina Bellini ci aspettava per parlarci del lavoro della sua famiglia.
La panetteria fu aperta da suo padre negli anni ‘60 e da allora non ha mai cambiato gestione. All’inizio si impastava a mano, quando il pane era pronto veniva portato, ancora caldo, nel negozio.
Qui le donne del paese si fermavano ogni mattina, il panificio quindi era una tappa fissa nella quotidianità delle casalinghe loveresi, si fermavano anche gli operai prima di iniziare il turno di lavoro per acquistare il pane caldo e fumante.
Ancora oggi nelle ceste di vimini in negozio si ritrovano le michette vuote, dette anche rosette, le ciabattine, il pane pugliese e la spongada, dolce tipico della Val Camonica, che è una focaccia a forma di piccola pagnotta con una spolverata di zucchero sopra.

La signora Maria Cristina ha ricordato che in passato le signore del posto a Pasqua andavano al forno per far cuocere le spongade e alcuni anziani chiedevano il permesso per poter cuocere le pietanze nel grande forno di refrattaria.

Attraverso il suo discorso abbiamo appreso che le persone in povertà entravano nella bottega anche solo per scaldarsi. Erano altri tempi e c’era gente che aveva poco ma trovava l’aiuto della comunità.
Negli anni ‘70-’80 il centro storico di Lovere era pieno di gente e di attività, oltre alla Casa del pane e altri due panifici c’erano fruttivendoli, alimentari, macellai, bar, un negozio di scarpe e tanto altro.
Alla domanda “Perché è importante conservare le attività storiche nei centri storici?” lei ci ha risposto che “le tradizioni devono andare avanti per il turismo e per conservare la bellezza del paese”. Mentre eravamo in bottega è entrata una ragazza straniera che in un italiano un po’ incerto ha chiesto e poi acquistato del pane integrale.
Dopo essere stati in negozio ci siamo spostati al primo piano dello stabile. Qui si trovano due grandi forni che funzionano a metano, diverse macchine impastatrici e degli stampi per le rosette. Dietro ai macchinari ci sta una persona che inizia a lavorare a mezza notte e finisce alle sei di mattina.

A questo punto il pane viene distribuito nei negozi, nelle case, ai privati e in bottega per la vendita diretta. Abbiamo poi scoperto che il pane e la pizza che vengono serviti nella nostra mensa scolastica provengono dal panificio Bellini.
“È un lavoro duro – ha ribadito la signora Cristina – che comporta fatica perché ci si deve alzare di notte e lavorare sempre. È un lavoro però che dà soddisfazioni ed è sicuro, perchè oggi c’è una grande richiesta”.
Alla fine della nostra visita ci sono stati offerti dei buonissimi panini bianchi, che abbiamo mangiato con gusto. Oltre alle farine tradizionali il panificio propone pane realizzato con farine integrali ma non prodotti per celiaci, perchè bisognerebbe avere un locale completamente separato per evitare contaminazioni pericolose per chi ha questo tipo di intolleranza.
Questa esperienza è stata molto bella, quindi ringraziamo la signora Cristina per averci ospitato. Ci auguriamo vivamente che il nostro centro storico riprenda vita con attività di diverso tipo come una volta.

Abbiamo approfittato della presenza nella nostra redazione dei ragazzi di 5^ della scuola primaria “Falcone Borsellino” e li abbiamo coinvolti per creare delle storie fantastiche a partire da una traccia data, che vede come protagonista un bambino che un giorno, spinto dalla curiosità, entra in una casa in cui si sente un dolce profumo di pane.
Grazie a questa esperienza speriamo di aver trasmesso a loro la passione per la scrittura.
Da questa simpatica collaborazione, ecco quello che ne è venuto fuori…
C’era una volta un bambino di nome Luca, che viveva in un piccolo paese circondato da colline verdi e sentieri tortuosi.
Un giorno, durante una passeggiata nel bosco, si imbattè in una vecchia casa abbandonata.
Le finestre erano polverose e le porte scricchiolavano sotto il peso degli anni, ma c’era qualcosa di affascinante in quel luogo dimenticato dal tempo.
Luca, spinto dalla curiosità, decise di entrare.
Appena varcò la soglia, l’aria si fece fresca e un profumo dolce, come di pane appena sfornato, gli avvolse le narici…
***
[…] Cominciò a cercare il pane e, quando arrivò in cucina, trovò quattro panini. Decise di cercare la ricetta per cucinarlo, ma non la trovò. Provò a cercare nelle altre stanze e la trovò sul letto della camera. La prese e tornò a casa per fare anche lui del pane.
Seguì tutti i passaggi scritti sul foglietto e quando lo assaggiò lo trovò squisito. Allora preparò del pane anche per i suoi amici e il giorno dopo gli dissero che era buonissimo.
Quindi decise di farlo assaggiare anche ai suoi genitori, agli zii, ai nonni e tutti gli dissero che era davvero molto buono.
Perciò si convinse ad aprire un panificio con i suoi genitori e tutti quelli che lo compravano dicevano che era superlativo; grazie a quella ricetta, diventò famoso in tutto il mondo.
Rayan Joud e Mattia Romele
[…] Luca decise di mangiarsi il pane appena sfornato, ma non gli bastò, quindi andò al supermercato per comprare nuovi ingredienti per rifare un altro pane.
Dopo aver preparato l’impasto, lo mise nel forno e aspettò che si cuocesse. Nell’attesa Luca andò al parco con i suoi amici. Si dimenticò che c’era il pane nel forno, e dopo circa due ore, si accorse che usciva del fumo dalla casa, si fece prendere dal panico, così si mise a correre il più veloce che poteva per vedere cosa stesse succedendo. Purtroppo cadde, picchiò molto forte la testa sopra un masso e morì.
Basma El maazi e Anna Marini
[…] Attraversò il soggiorno e arrivò in cucina, ma quando entrò, vide una cassetta di pane con due gambe, due braccia e due occhi, che giocava a calcio, palleggiava e aveva anche una porta, formata da dei grissini.
Luca gli chiese: “Ma scusa, come fai a giocare a calcio?”
“E tu scusa perchè sei entrato qui?” disse il pane.
“Parli anche?!?!”
“Ma se non pensavi che parlassi, perchè mi hai fatto una domanda!!” disse con stizza.
“Beh, in effetti…ma quindi chi sei?” chiese Luca.
“Sono un ex calciatore, mi chiamavano Tonino Panino, giocavo nel Real Pane, ma un giorno mi ruppi il crocianpane, e da quel momento non ho potuto più giocare.”
“Ma allora sei la leggenda scomparsa da 10 anni, ti prego, vieni ad allenare me e i miei amici, con la tua esperienza vinceremo tutto!” disse emozionato il ragazzo.
“Credo che mi farebbe bene tornare sul campo, va bene ci sto!!!”
La squadra vinse di tutto e Tonino Panino tornò ad essere una leggenda.
Adam El Harchi Dahbi e Nicola Macario
[…] Entrò nella casa e scoprì che una nonna stava preparando del pane per poi venderlo in paese.
Il ragazzo gliene chiese un pezzo, perché non aveva fatto colazione, ma la nonna si trasformò in un mostro.
Il bambino si mise a correre e riuscì a scappare ma la nonna lo seguì fino a casa sua e lo rapì.
La nonna lo mise in cantina, lo faceva uscire solo per lavorare.
Un giorno, mentre la vecchia stendeva l’impasto del pane, al ragazzo venne in mente un’idea per scappare dalla casa. Prese un cacciavite mentre il mostro era distratto, adesso doveva solo aspettare il buio per fare la sua mossa.
Quando scese in cantina per dormire iniziò a svitare i bulloni per poi evadere dalla cella.
Riuscì a scappare e tornò sano e salvo a casa.
Infine arrivò la polizia che portò in qualche modo la nonna in caserma.
Nicola Dogali e Vlady Bibirigea
[…] Luca entrò nella casa e vide un misterioso mostro che stava avvelenando con una magia tutti i panini della galassia.
Luca all’inizio comunicò a tutti di non mangiare il pane, scrisse un articolo veloce che diceva di non mangiarne neanche una briciola.
La maggior parte delle persone del mondo non lo ascoltarono e passarono a miglior vita.
Lui doveva trovare un modo per renderlo commestibile ma l’unica occasione era quella di fermare il mostro, dopo una avvincente lotta lo sconfisse e salvò l’umanità.
Martin Molina e Filippo Rota
[…] Luca entrò in casa e sentì l’odore del pane appena sfornato e decise così di dirigersi verso la cucina per mangiarlo.
Appena lo infilò in bocca sentì la croccantezza e il calore del pane, una sensazione meravigliosa. Lo mangiò con il salame, il suo accompagnamento preferito.
Luca guardò il piano da cucina dove erano appoggiati diversi ingredienti come la farina, l’acqua, il sale e il lievito. Però vide anche un ingrediente strano: una boccetta di vetro con all’interno un liquido gelatinoso di colore verde.
Sopra c’era un’etichetta con scritto: “Sostanza Tossica” e poco dopo capì perché. Gli faceva male la pancia!
Gaia Gallone e Laura Pop



Grazie di cuore a Maria Cristina Bellini, per averci ospitato nel suo negozio, e a sua nipote Raja El Hassnaoui, che ci ha fatto da guida.❤